lunedì 16 novembre 2009

IN ITALIA 22 ZONE FRANCHE: E IL VCO ?


Riceviamo e volentieri pubblichiamo un contributo di Mario Corti pubblicato nella Posta dei Lettori de La Stampa dell'11 Novembre.

Leggo che la Commissione Europea proprio in questi giorni ha dato l'ok alla creazione in Italia di 22 zone franche urbane. A partire da Gennaio 2010 le piccole imprese, fino a 50 addetti e un fatturato annuo non superiore a 10 milioni di Euro, potranno fruire di agevolazioni fiscali su Irpef/Ires, Irap, Ici e sgravi sui contributi previdenziali per i lavoratori dipendenti. Dopo i primi cinque anni di esenzione totale ci sarà una graduale diminuzione dei benefici, fino a 14 annualità. Obiettivo delle misure è favorire la nascita di nuove attività economiche per favorire lo sviluppo economico e sociale dei quartieri urbani più deboli e creare nuovi posti di lavoro. Le zone individuate per disagio economico e degrado sono: Catania, Gela, Erice, Rossano, Crotone, Lamezia Terme, Matera, Napoli Est, Mondragone, Torre Annunziata, Lecce, Andria, Taranto, Cagliari, Iglesias, Quartu Sant'Elena, Sora, Velletri, Campobasso, Pescara, Massa Carrara e Ventimiglia. Secondo le previsioni del ministero dello sviluppo economico saranno tra 500 e 1000 le aziende che accederanno agli incentivi, per i quali è prevista una dotazione iniziale di 100 milioni di Euro. Domanda: e il VCO ? Possibile che i nostri solerti deputati e senatori (consiglieri regionali e provinciali) che vediamo in prima fila in ogni dove, in questo particolare momento di crisi per la nostra terra, non si sono spesi per inserire il VCO fra le 22 zone franche ? Qui da noi perdiamo tempo parlando di moschee mentre gli altri fanno i fatti e perseguono progetti di sviluppo. A mio parere l'aver fatto mancare al VCO questo importantissimo appuntamento è di una gravità inaudita che imputo ai parlamentari e regionali locali, con particolare riferimento a quelli che compongono la maggioranza di governo (a meno che non si siano ancora resi conto della situazione di crisi vissuta dalla loro terra!), Sveglia signori parlamentari! Datevi da fare!

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